Secondo appuntamento “T.I.C.” al Teatro delle Balate con “ALSO SPRACH PETTENESSA”

Dal 29 novembre al 01 dicembre 2018 – ore 21
ALSO SPRACH PETTENESSA
(Così Parlò Pettenessa)
di Gennaro Ranieri
con Emilio MASSA
Ideazione e regia Emilio Massa

  

Also sprach Pettenessa, parodiante distorsione del famoso motto coniato da Nietzsche, è solo
apparentemente un monologo o un esercizio di parole per singolo attore. In verità, e a dispetto del maniacale soliloquio, dall’inizio alla fine, che fa corpo di testo, è un vero e proprio dialogo. Certo, mancante o mutilato del proprio interlocutore, sicuramente seduto e stupefatto sulle proprie narcisistiche interrogazioni, ma pur sempre un dialogo. Dotato perfino di una sua strampalata logica deduttiva che si esprime per aforismi e paralogismi, tanto per fare onore alle strampalate pseudo-filosofie cui attinge. Una sfilza ininterrotta, quanto acida e petulante, di domande, che Pettenessa, alias Madame La Mort, prova a rivolgere (senz’appunto cavarne l’eco di una risposta) alla schiera informe e insipida dei suoi sudditi, i Mortali, responsabili, secondo Lei, dei più grossolani e micidiali equivoci intorno alla sua essenza, apparenza e forma di Livellatrice Universale. Un gradevole e mai volgare excursus nella lingua napoletana mascherato da non senso (o da buon senso), che finge squilibri e piccole incoerenze solo per frivola teatralità.

Biglietti: € 10 – € 8 (ridotto under 25)
info e prenotazioni: 3479282697 – teatrodellebalate@liberiteatri.it

Perché la scuola a teatro

Il nostro progetto di intervento nella scuola nasce da un’attenta analisi dei bisogni della società odierna e della pratica educativo-didattica.
 Si è d’accordo, fra i sociologi e gli psicologi che i giovani stanno sempre più male. E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde loro pensieri, cancella prospettive e orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui. Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più cosa fare. Solo il mercato si interessa di loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di fare intravedere una qualche promessa. Va da sé che, se il disagio non è del singolo individuo, l’origine non è psicologica ma culturale. Perciò inefficaci appaiono i rimedi elaborati dalla nostra cultura. Disagio giovanile genera spesso comportamenti devianti, antisociali, di rottura con le norme e le regole del vivere civile in una società democratica; è causa di comportamenti aggressivi, spesso autodistruttivi, di rinuncia alla vita.  La morte delle “ideologie”, come “utopie benefiche” ha acuito nei giovani la solitudine individuale frantumando le possibili forme di aggregazione come pratica di comunicazione emotiva, sociale e culturale. 
Noi proponiamo il Teatro come linguaggio emotivo-empatico a supporto delle famiglie e della scuola nel difficile compito educativo. Il Teatro come spazio di incontro e aggregazione, il teatro come momento di condivisione e apertura, il Teatro come capacità di ascolto e di conversazione costruttiva, il Teatro come impulso di elevazione dal finito all’infinito, dal soggettivo all’universale, dal sé all’altro. Il Teatro come strumento pedagogico-formativo multidisciplinare, interdisciplinare e trasversale.